Famiglie e Minori: la paura dell’inedito ed il ritorno al legale sociale. Avv. Giulia Tornesello

Dirò subito che alcune mie precedenti riflessioni nella materia del diritto di famiglia, dei minori in particolare, io devo riformularle più chiaramente.

E criticamente.

Ma solo per un motivo che ho spesso colto io stessa: parlo “nostalgicamente” e polemicamente di necessità del ritorno al legame sociale. Avrebbe ragione d’esser criticata questa difesa, ma solo perché è nostalgica.

Di qui possibili posizioni contrastanti polemiche ed autodifensive. Posizioni che potrei esser costretta a criticare, ma solo perché autodifensive.

Perché questa premessa? Mi rivolgo con questo micro-saggio ai giovani colleghi, alle giovani coppie, ai loro genitori ( ed anche ai miei colleghi ) della generazione che è stata giovane o giovanissima nel 68.

Loro forse si difendono oggi da accuse non formulate ma temute.

Non potrei scrivere allora, chiaro e tondo come Franco Fortini che: sono stanca di tante facce di vedovi/e inconsolabili” ?

In testa la mia, forse?

Che insomma il tempo ed il modo sono questi, sono ora, gli strumenti sono questi ed il mondo non ti darà nulla se non gli darai qualcosa (Goethe).

Meno progetti, remi in barca, messaggi precisi e delimitati. Tutto questo è molto difficile, da parere quasi impossibile. Eppure a me pare l’unica strada da percorrere.

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Zitti zitti, piano piano, senza dare spiegazione – avv. Giulia Tornesello

Zitti zitti, piano piano, senza dare spiegazione

Una storiella ebraica: il rabbino invita un mendicante, che se ne sta in disparte, a narrare pure lui il suo desiderio.
Il mendicante inizia un racconto di re, troni, guerre, terre in fiamme e fughe e termina dicendo ”e da ieri sera sono qui”.
Bloch nel suo stringato commento riporta l’irrompere della frase inattesa come irrompere del presente nella consueta desolante realtà. Alla maniera, però, di chi deponga un libro con le sue belle immagini o si svegli da un sogno.
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Documento sulla mediazione

Pubblichiamo un interessante documento redatto dall’Unione Triveneta dei Consigli dell’Ordine degli avvocati sulla mediazione.

L’Assemblea dell’Unione Triveneta dei Consigli dell’Ordine degli Avvocati, riunitasi a Treviso il 15 maggio 2010

esaminato

il Decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28 (Attuazione dell’articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali);

premesso

- che l’attività del mediatore può condurre sia ad intese conciliative autonome ed indipendenti rispetto alla normativa che disciplina il rapporto, sia ad intese formulate sulla precisa base della normativa applicabile
- che la dottrina nordamericana, ha enucleato:
- un primo modello di mediazione nel quale si prescinde dalla cornice normativa della fattispecie, determinandosi sulla base della volontà delle parti l’autonoma regolazione giuridica del rapporto;
- un secondo modello nel quale si opera, anche nella ricerca della definizione conciliativa, nell’ambito della cornice giuridica del rapporto ;
- un terzo modello nel quale l’intervento del mediatore è volto all’applicazione della norma invocabile nella fattispecie ;
- che ciascuno di questi modelli presuppone un diverso tipo di mediatore, un diverso tipo di parti, una diversa possibilità di mediazione e che può ritenersi come il secondo sia quello maggiormente
compatibile col nostro ordinamento e con la nostra tradizione;
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Posted in Articoli at giugno 10th, 2010. No Comments.

LEGGI REGIONALI SULLA CITTADINANZA FEMMINILE. REGIONE TOSCANA LEGGE N.16 /2009 – avv. Giulia Tornesello -

Si può pensare alla famiglia attuale come ad una struttura in continua, veloce evoluzione, luogo nel quale sullo stesso piano ed in condizioni di parità si svolgono le relazioni familiari?
Non progetti meramente personali concepiti in un vuoto sociale. Invece riferimenti socialmente condivisi che sono, per quanto riguarda la famiglia l’impegno relazionale, la continuità dei compiti assunti, i limiti necessari ad una esistenza sensata.
Lontana dunque da quell’arbitrarismo relativistico nella costruzione delle relazioni che senza rendersene conto, per scarsa profondità di pensiero, finisce per erodere la solidità delle forme di vita familiare.
Ripenso a quello che ho scritto altrove quando ho iniziato questo percorso che ho chiamato “viaggio per una promessa”:
.
Ho appena finito di ripetere dentro di me le tre parole “ a metà strada” che mi fermo davvero, anzi mi blocco.
Quante Donne nella Storia, nella vita, sono state fermate o si sono fermate a metà strada nel percorso intrapreso? Troppe davvero. E’ rischioso mettersi in viaggio così senza una qualche precauzione. Vi accennerò perciò la storia che tante Donne conoscono, anche quelle Donne che non hanno mai sentito parlare di Diotima.
Chi era Diotima?
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Posted in Articoli at maggio 31st, 2010. No Comments.

Genius Loci – avv. Giulia Tornesello -

SOMMARIO: 1. Introduzione: Genius Loci. – 2. Trame preziose. Leggere una legge.- 3. La “mortificazione del genio”. – 4. La memoria: al servizio della persona. Ambiente, famiglia, diritti sociali. – 5. Diritti sociali: ogni passione spenta? – 6. Sapere di avere dei diritti. – 7. -Il coraggio morale: condizione di continuità nella realizzazione dei diritti sociali. – 8. Donne del Sud: non abbiate paura. – 9. 2007. Una proposta di legge di iniziativa popolare a favore delle donne: il territorio, ancora…

1. Introduzione: Genius Loci.

Mare tè sale, ientu senza cantu, Utràntu, mille seculi tè ientu
(Nicola G.De Donno).

La strada che da Otranto scende ad Uggiano La Chiesa era chiamata la strada del tabacco. Un mare d’erba increspato dal vento levantino che arriva da Otranto e sa di mare.

Quel vento non ha voce, non canta, ti attraversa. E’ un vento carnale.

Dal lungomare entra baldanzoso dalle porte di luce che chiudono la città vecchia, una breve salita ed è nella gloria della piazza della Cattedrale. Si esalta sfiorando i basoli lucidi, la pietra bianca dei Martiri che andrà a cercare di nuovo sul colle della Minerva.

Ma prima si rinfresca nella viuzza stretta dove il sole non arriva ed eccolo al Castello Aragonese.Sulla piazza è di nuovo vento di sole, all’odore del mare si mischiano ora i primi profumi. L’odore dolce della camomilla arriva dalla strada terrazzata che scende al Porto. Poi la resina dai pini, dai cipressi. L’odore acre degli oleandri, quello regale e conturbante dell’onnipresente pitosforo, vengono dal Colle dei Martiri.

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Posted in Articoli at maggio 21st, 2010. No Comments.

Scioglimento del matrimonio – Assegno di mantenimento

Scioglimento del matrimonio – Assegno di mantenimento – Determinazione avendo riguardo al tenore di vita goduto in costanza di matrimonio (Corte di Cassazione – Sentenza del 24.03.2010, n. 7145)

Corte di Cassazione – Sentenza del 24.03.2010, n. 7145

Svolgimento del processo

Con sentenza n. 895 del 23.12.2003 – 7.05.2004, il Tribunale di Padova disponeva lo scioglimento del matrimonio contratto il (…), da R. B., ricorrente, ed E. Z., alla quale attribuiva l’assegno di mantenimento di entità pari ad euro 2.800,00 mensili, aggiornabili, corrispondente a quella dell’assegno convenuto dalle parti all’atto della loro separazione consensuale del 25.03.1999, omologata il 16.04.1999.

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Posted in Articoli at maggio 18th, 2010. No Comments.

Legge Pinto, otto condanne per l’Italia

Lun. 3 – Otto ricorsi per la durata eccessiva dei processi e per l’esiguità degli indennizzi ex legge Pinto hanno portato a otto condanne in una sola sentenza depositata il 6 aprile scorso. Non solo i processi durano troppo a lungo – 22 anni e 4 mesi per un grado di giudizio in materia di successione –, ma la riparazione non è calcolata secondo i parametri di Strasburgo. Alla Corte si erano rivolti otto ricorrenti con un’unica doglianza: i processi erano durati troppo a lungo. Da una controversia condominiale durata 11 anni per un grado di giudizio, con ben 11 rinvii d’ufficio, a un procedimento d’ingiunzione prolungatosi per oltre 13 anni per 2 gradi, sino a una causa di lavoro (10 anni per un grado).
Le vittime delle lungaggini processuali avevano presentato ricorso a Strasburgo e avviato la procedura secondo la legge Pinto. Il governo italiano aveva sostenuto che era stata violata la regola del previo esaurimento dei ricorsi interni: un’eccezione respinta dai giudici internazionali informati del risultato del giudizio nazionale. Che la Corte ha giudicato insoddisfacente per l’esiguità degli indennizzi, non proporzionati al danno morale subito. Non solo. Gli indennizzi erano stati versati ben oltre il termine di sei mesi fissato dalla legge: in 5 casi, 21 mesi dopo il deposito della sentenza, in un procedimento dopo 30 mesi e negli altri due, rispettivamente 17 e 19 mesi dalla pronuncia. Questo vuol dire che anche il processo per gli indennizzi per la durata eccessiva dei processi dura troppo perché va considerata anche la fase di esecuzione del provvedimento di riparazione.


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Posted in Articoli at maggio 12th, 2010. No Comments.

Le ingiurie al datore non legittimano il licenziamento in tronco del dipendente

Non può essere licenziato in tronco il dipendente che minaccia e insulta il capo. Lo ha stabilito la Corte di cassazione con la sentenza 9422 del 21 aprile 2010.

L’uomo aveva presentato ricorso al giudice del lavoro di Pescara, avverso il licenziamento in tronco che gli era stato intimato a seguito di ingiurie e minacce rivolte contro il proprio datore, e per le quali era stato tra l’altro condannato in sede penale. Il giudice di merito aveva dichiarato illegittima la sanzione, non essendo stata espletata la procedura di contestazione prevista dall’art. 7 dello statuto dei lavoratori. Invano il titolare d’azienda ha proprosto ricorso in cassazione contro tale decisione. Il giudice di legittimità ha infatti affermato che “il licenziamento motivato da una condotta colposa o comunque manchevole del lavoratore, indipendentemente dalla sua inclusione o meno tra le misure disciplinari della specifica disciplina del rapporto, deve essere considerato di natura disciplinare e, quindi, deve essere assoggettato alle garanzie dettate in favore del lavoratore dal secondo e terzo comma dell’art. 7 della legge n. 300 del 1970 circa la contestazione dell’addebito ed il diritto di difesa. A nulla rileva, ovviamente, che il comportamento del dipendente sia stato ritenuto reato dal giudice penale, atteso che tale evenienza, se vale a qualificarne l’illiceità, non esclude che al lavoratore incolpato debba essere contestato l’accaduto onde consentirgli di dare le giustificazioni che egli assume rilevanti nell’ambito del rapporto di lavoro”.

da: cassazione.net

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Prova testimoniale irrilevante sugli eccessi di velocità accertati con l’autovelox

In caso di eccesso di velocità rilevato dagli agenti con le apparecchiature telelaser il cittadino non può contestare la sanzione utilizzando la testimonianza di chi percorreva la strada al momento del compimento dell’infrazione.
Lo ha stabilito la Corte di cassazione con la sentenza 10924 del 05 maggio 2010, accogliendo il ricorso del comune di Lazise contro la decisione del giudice di pace di Caprino che aveva accolto l’annullamento del verbale con il quale si contestava ad un cittadino, di aver percorso un tratto di strada superando i relativi limiti. La sanzione, irrogata a seguito di accertamento con apparecchiatura telelaser, era stata contestata attraverso la testimonianza di tre persone che affermavano di aver visto l’autovettura passare, ad una velocità certamente inferiore a quella rilevata dall’apparecchiatura. La Suprema Corte, decidendo definitivamente sulla questione, ha invece affermato che ” la verbalizzazione compiuta dalla polizia stradale, è garanzia sufficiente dell’affidabilità della rilevazione; per superarla non erano quindi sufficienti le opinioni espresse da tre testimoni, il cui apprezzamento,i n considerazione dei ridottissimi margini tra la contestazione e la valutazione da essi resa, non poteva che assurgere, come dedotto in ricorso, a mera opinione personale, priva di valore probatorio tale da superare le risultanze elettroniche e le attestazioni dei verbalizzanti, munite di fede privilegiata con riferimento alle verifiche e all’apparente funzionamento dell’apparecchio e al puntamento del veicolo”.

da: cassazione.net

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83′ adunata nazionale Alpini – la Camera Civile di Bergamo saluta gli Alpini

83esima adunata nazionale degli Alpini – 7/9 maggio 2010

La Camera Civile di Bergamo saluta gli Alpini

L’ottantatresima adunata nazionale degli alpini, in programma a Bergamo dal 7 al 9 maggio, porterà in città più di 400.000 penne nere. E’ quanto prevede l’Associazione nazionale alpini, mobilitata da mesi nell’organizzazione del raduno. Per la prima volta, ha assicurato il ministro della Difesa Ignazio La Russa, ci saranno anche le Frecce Tricolori. La tre giorni inizierà venerdì 7 alle 9 con l’alzabandiera nel piazzale degli Alpini, ma i primi arrivi sono previsti già domani. Sabato allo stadio comunale è in programma uno spettacolare lancio dei paracadutisti. Il massimo afflusso è previsto il 9 maggio con l’ammassamento alle 8 a Borgo Palazzo per la sfilata che si concluderà con lo scioglimento in piazza Oberdan e il sorvolo della pattuglia acrobatica dell’aeronautica militare. A Bergamo e nell’hinterland non ci sono già più alberghi o ostelli liberi per accogliere gli alpini per le notti dell’adunata. I ritardatari si devono accontantare delle piazzole presso uno dei campi attrezzati a Treviglio, ma anche le aree verdi attorno alla città saranno trasformate in accampamenti. Giovedì arriverà anche l’urna con il corpo di don Carlo Gnocchi, il cappellano degli alpini beatificato lo scorso 25 ottobre a Milano. L’urna rimarrà esposta nella cattedrale di Sant’Alessandro, in città alta, per tre giorni. Anche il mondo del commercio si prepara ad accogliere gli alpini con un concorso tra le migliori “Vetrine in tricolore”. Bar e ristoranti di città e provincia proporranno inoltre un menu a prezzi di favore, con le iniziative “Bar amico dell’alpino” e “Menù dell’alpino”. Da mercoledì fino a lunedì tutto il personale della centrale operativa Coeu 118 di Bergamo sarà in servizio al completo con 14 medici, 28 infermieri, un tecnico e due segretarie. Attivati anche 30 mezzi di soccorso aggiuntivi e 12 “squadre appiedate”.

(fonte Virgilio notizie)

Info: sito ufficiale ANA

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