“Tento’ il suicidio perche’ maltrattata” L’ospedale risarcira’ la sua infermiera.
DA: http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/02/08/news/l_infermiera_maltrattata_tent_il_suicidio_ospedale_condannato_per_le_vessazioni-29534924/
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Tentò di togliersi la vita salendo in auto dopo aver ingerito una scatola di farmaci: secondo il tribunale del lavoro di Bergamo quel gesto di un'ex infermiera, caposala dell'ospedale di Treviglio, era la diretta e drammatica conseguenza di sette anni drammatici sul luogo di lavoro, di continue "vessazioni, maltrattamenti, prevaricazioni" subiti per un "periodo abnorme" da parte della diretta superiore, ovvero la dirigente dell'ufficio infermieristico dello stesso ospedale. Una dirigente che è ancora al suo posto, nonostante le condanne a carico dell'ospedale a causa dei suoi comportamenti siano tre: la prima a giugno dell'anno scorso e altre due da dicembre a oggi.
Il giudice Giuseppina Finazzi ha riconosciuto la piena responsabilità della dirigente nei confronti dell'infermiera, che vive nel Bergamasco e aveva 36 anni quando tentò di togliersi la vita. "Fatti che si commentano da sé", scrive il tribunale a proposito dei maltrattamenti e imponendo all'ospedale un risarcimento di 130mila euro (comprensivo di interessi). Pagherà l'assicurazione, che deve rispondere anche delle responsabilità dei dipendenti dell'azienda ospedaliera gestita dal direttore generale leghista Cesare Ercole (ex sindaco di Broni, nel Pavese, ed ex parlamentare del Carroccio).
Le 35 pagine di sentenza del giudice Finazzi sono un campionario di soprusi. Non si è trattato tecnicamente di mobbing, che presuppone - secondo il tribunale - "un'aggressione continua", ma di vessazioni che
arrivavano puntuali quando ce n'era occasione. La caposala vessata non riteneva corrette alcune direttive per i dipendenti? La dirigente la correggeva e la "sviliva continuamente di fronte agli stessi dipendenti", secondo il giudice. Non le concedeva i permessi che invece il medico primario era disposto a dare, non supportava i progetti della stessa caposala, mentiva sia al direttore generale dell'ospedale sia al primario, guarda caso proprio sulla gestione della caposala. "E' ora di fare chiarezza su quanto sta accadendo, da tempo, all'ospedale di Treviglio", denuncia la Funzione pubblica della Cisl di Bergamo, da dove parlano addirittura di "malaffare imperante".
L'ospedale di Treviglio, in una nota della direzione generale, parla di "uno spiacevole episodio risalente al dicembre del 2003. La sentenza riguarda l'attuale direzione per le conseguenze assicurative e legali della medesima sentenza, non certamente sotto l'aspetto delle responsabilità dirette". L'azienda ospedaliera aggiunge poi un passaggio su una serie di indiscrezioni riferite dal quotidiano online Bergamonews: la stessa dirigente (tuttora in carica) protagonista delle vessazioni riconosciute dal giudice avrebbe firmato un monte ore di straordinari esorbitante per alcuni tecnici di laboratorio, mentre a tutti i dipendenti dell'ospedale è imposto un blocco degli straordinari. "Intendiamo fare chiarezza sulle notizie - scrive l'azienda ospedaliera - Al riguardo stiamo valutando l'opportunità di avviare un'indagine interna che possa ricostruire e appurare l'esatta dinamica dei fatti riferiti dalla cronaca locale".
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